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60 CFU Insegnamento | Tutto ciò che devi sapere

I 60 CFU Insegnamento fanno parte di una formazione specifica dei docenti in ambito antropo-psico-pedagogico e sulle metodologie e tecnologie didattiche e linguistiche. Una formazione che riduca il divario tra il mondo accademico e l’effettiva salita in cattedra di un insegnante, alle prese con un mondo sempre più difficile, che è quello dell’apprendimento tra i banchi di scuola.

È questo l’obiettivo con cui l’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ha introdotto, nel già non semplicissimo accesso all’abilitazione per insegnare, la novità dei 60 CFU.

60 CFU INSEGNAMENTO, COSA SONO? 

Le materie sono proprio quelle che vanno a dimostrare le effettive competenze di chi sceglie di insegnare, una scelta che non è scontata per chi frequenta un corso di laurea e pertanto che richiede una propensione ma soprattutto delle conoscenze che vanno oltre all’attuale sistema universitario.

Per spiegarlo meglio facciamo un esempio, che in questo caso, non parla di docenti di lettere ma del mondo giuridico.

Vi è mai capitato di parlare con un giovane avvocato alle prese con agende, carte e uffici, tra i palazzi di giustizia, tribunali, procure e scadenze?

Provateci. Quanto appreso nelle aule ai tempi dell’università, vi spiegherà, a livello pratico, trova dei dubbi e delle problematiche nel mondo reale legato al diritto. E a volte è difficoltoso anche capire come apporre una marca da bollo o magari dove acquistarla e quali timbri mettere e come.

Ora pensate agli insegnanti alle prese con studenti sempre tecnologicamente più avanti e con esigenze sempre più specifiche dovute ambienti familiari e dinamiche sociali sempre più complessi.

Che parlano già diverse lingue rispetto all’italiano e anche a un livello che non è di base ma magari madrelingua.

E pensate che c’è anche chi ha un certo punto della propria vita, con alle spalle già anni di esperienze lavorative, decide di rimettersi in gioco e di voler tentare la strada dell’insegnamento, anche attratto da una maggiore stabilità economica.

Negli ultimi anni abbiamo visto salire in cattedra anche chi aveva conseguito il titolo di studio un decennio prima. A volte, è stato un vero disastro. Inutile negarlo, è così.

E allora, alla base del DPCM del 4 agosto 2023, c’è proprio la volontà dell’ex Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Patrizio Bianchi, di colmare quella distanza, nella categoria docenti.

Di fatto, quando si parla degli ormai famosissimi 60 CFU, si parla di questo e delle nuove modalità di formazione abilitanti all’insegnamento.

A differenza della precedente normativa che aveva introdotto il requisito dei 24 CFU per accedere ai concorsi pubblici del mondo scuola, questo nuovo tipo di percorso è una formazione abilitante. 

Fondamentale adesso, diventa anche l’attività di tirocinio, che sarà diretto o indiretto, che andrà svolto all’interno direttamente degli istituti scolastici.

E chiaramente, anche questa nuova modalità, nasce per mettere in contatto e in collaborazione università e scuola.

60 CFU INSEGNAMENTO | IL NUOVO DPCM E QUALI SONO I CREDITI DA CONSEGUIRE

Il testo del DPCM 4 agosto 2023 “Definizione del percorso universitario e accademico di formazione iniziale dei docenti delle Scuole secondarie di Primo e Secondo grado, ai fini del rispetto degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza” sancisce quali sono i contenuti dei CFU da conseguire e gli obiettivi minimi di ogni corso.

I crediti da raggiungere sono divisi per percorso e sono:

  • Percorsi abilitanti da 60 CFU;
  • Percorsi abilitanti da 30 CFU per docenti già abilitati su altro grado e/o classe di concorso oppure specializzati in sostegno;
  • Percorsi abilitanti da 30 CFU per chi ha maturato 3 anni di servizio negli ultimi 5 anni di cui almeno uno nella classe di concorso per cui intende abilitarsi;
  • Percorsi formativi da 36 CFU per chi ha già conseguito i 24 previsti precedentemente.

60 CFU INSEGNAMENTO
Proviamo a rispondere ai dubbi e alle domande più frequenti:

60 CFU INSEGNAMENTO | CHI PUÒ PARTECIPARE?

  • Laureati;
  • Diplomati ITP (nella fase transitoria fino al 31 dicembre 2024);
  • Studenti iscritti a corsi universitari con titoli idonei all’insegnamento che abbiano già acquisito almeno 180 CFU.

COSA ACCADE A CHI HA CONSEGUITO GIÀ I 24 CFU?

Chi ha conseguito già i 24 CFU (ma lo deve aver fatto entro il 31 ottobre 2022), potrà partecipare ai percorsi abilitanti da 60 CFU sottraendo i 24 CFU dal percorso già seguito in precedenza e quindi partecipare ai percorsi da 36 CFU.

Potrà inoltre partecipare ai concorsi banditi fino al 31 dicembre 2024.

In seguito dovrà però completare (se non lo avrà già fatto) la formazione con altri 36 CFU e superare una prova finale per ottenere l’abilitazione.

I 60 CFU SONO OBBLIGATORI? 

Lo diventeranno a partire dal 1° gennaio 2025.

Il conseguimento dei 60 CFU sarà obbligatorio per tutti gli aspiranti insegnanti e costituirà un requisito d’accesso necessario e da cui non si potrà assolutamente prescindere, per la partecipazione ai concorsi per la cattedra.

COME SI DIVENTA INSEGNANTI CON LA NUOVA LEGGE

Si partirà dalla laurea, che sarà chiaramente magistrale, ad eccezione della figura dell’Insegnante Tecnico Pratico (ITP), che sarà docente all’interno dei laboratori degli istituti secondari ad indirizzo tecnico-professionale, per cui varrà anche la sola triennale.

Seguirà un percorso formativo di abilitazione di 60 CFU/CFA, poi il superamento di un concorso e infine un anno di prova in servizio con un test e una valutazione finale.

Il percorso formativo standard prevede l’acquisizione di almeno 60 Crediti Formativi Universitari)/CFA (Crediti Formativi Accademici). 

Gli altri percorsi, pari a 30 o 36 crediti formativi, sono rivolti a chi abbia già svolto un servizio di almeno tre anni scolastici (negli ultimi cinque anni anche non continuativi) e a coloro che abbiano conseguito 24 CFU/CFA in base alla vecchia normativa.

CHI EROGA LA FORMAZIONE CHE FA OTTENERE I CFU, CHI ORGANIZZA I SINGOLI PERCORSI E COME FARE A OTTENERLI?

Saranno le università e la corsa all’organizzazione dei percorsi per ottenere i famigerati 60 CFU è partita già da mesi. Per questo, come dicevamo, è fondamentale un’efficace collaborazione tra atenei universitari e istituti scolastici.

Importante: anche chi sta ancora studiando può avvantaggiarsi e ridurre i tempi per il conseguimento dei crediti, ottenendoli mentre ancora frequenta il proprio corso di laurea.

60 cfu insegnamento online

QUALI SONO I PERCORSI FORMATIVI PER I 60 CFU?

I 60 CFU sono suddivisi in categorie e sono suddivisi così:

  • 10 CFU in “Discipline di area pedagogica”;
  • 20 CFU in “Tirocinio diretto e indiretto”;
  • 3 CFU in “Formazione inclusiva delle persone con BES”;
  • 3 CFU in “Discipline di area linguistico-digitale”;
  • 4 CFU in “Discipline psico-socio-antropologiche”;
  • 2 CFU in “Metodologie didattiche: introduzione ai modelli di mediazione didattica per la secondaria”;
  • 16 CFU in “Didattiche delle discipline e metodologie delle discipline di riferimento (delle classi di concorso)”;
  • 2 CFU in “Discipline relative all’acquisizione di competenze nell’ambito della legislazione scolastica”.

COSA SI INTENDE PER TIROCINIO DIRETTO E INDIRETTO?

Gli insegnanti della Scuola Secondaria di I e II grado devono conseguire i 60 CFU, di cui almeno 20 CFU deve corrispondere a un periodo di tirocinio diretto organizzato all’interno delle scuole e uno indiretto.

Il tirocinio indiretto comprende tutte quelle attività che riguardano la preparazione e l’approfondimento teorico dei contenuti del progetto di tirocinio diretto che poi i corsisti dovranno sperimentare in classe durante le ore di apprendimento.

È in questo momento che diventano fondamentali altre figure del mondo scuola, che sono quelle degli orientatori e dei tutori.

Alla fine di questo percorso l’aspirante si può dire abilitato e potrà così partecipare ai concorsi annuali e andare nella prima fascia delle GRADUATORIE GPS.

Solo una volta terminato l’anno di prova e ottenuta la cattedra potrà poi passare di ruolo.

Il tirocinio diretto in presenza è previsto per i percorsi da 60 CFU, da 36 CFU e da 30 CFU (per chi ha 3 anni di servizio).
Sono esonerati dal tirocinio
coloro che svolgono il percorso da 30 CFU
e hanno già altra abilitazione su classe di concorso o sono abilitati sul sostegno con il TFA.
Questi ultimi possono svolgere i percorsi abilitanti totalmente online.

TIROCINI IN PRESENZA, QUANTE ASSENZE POSSONO ESSERE FATTE?

Per il tirocinio e i laboratori, secondo la legge, vige l’obbligo di frequenza totale delle attività previste. Ma a questo punto sarebbe il caso di approfondire direttamente con il singolo ateneo che organizza il percorso, in quanto c’è sempre una percentuale di assenze. 

60 CFU INSEGNAMENTO | POSSONO ESSERE SVOLTI ONLINE?

  • I percorsi possono essere svolti online in via transitoria per il 2024 per una percentuale massima del 50% del percorso totale ad esclusione del tirocinio diretto che deve essere svolto in presenza anche se ci si iscrive con un’università telematica. A partire dal 2025 la percentuale massima sarà del 20% online e il resto in presenza.
  • I percorsi da 30 CFU riservati a chi è già abilitato su altra classe di concorso oppure ha l’abilitazione al sostegno attraverso il TFA possono essere svolti TOTALMENTE ONLINE.

60 CFU INSEGNAMENTO | IL COSTO

Il costo per conseguire i crediti necessari all’abilitazione per l’insegnamento è a carico dell’aspirante docente.

È lo stesso DPCM che stabilisce il tetto massimo di spesa, che ammonta a 2.500 € per i percorsi da 60 CFU e un tetto massimo di 2.000 € per i percorsi da 30 CFU. Gli atenei non pubblicano ancora i costi dei Percorsi Abilitanti.

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